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domenica, 22 novembre 2009
Mi sembra ancora luna
lo spicchio che si vede alla finestra
chiuso qua dietro ai vetri
siccome si conviene ai vecchi
che del freddo temono i malanni.
Non piangere però
se l'acqua andò versata
sui panni di un amore che non è
acqua di rose amore.
Il tempo aspetta, muto
e noi si osserva
dell'umana pietà
il candido silenzio.
lunedì, 09 novembre 2009
Il muro sopra Berlino.
lunedì, 02 novembre 2009
Suonerà ancora la sveglia, ma non sarò lì a sentirla.
Un'eterna Primavera riempirà i miei occhi, e sarò libero.
Un cielo senz'aria mi colmerà la mente, e sarò ovunque.
In un tempo senza minuti.
domenica, 25 ottobre 2009
non resta che dar le spalle
e andarsene al più presto
da Sodoma e Gomorra,
senza voltarsi indietro
non resta altro
che polvere di stelle e sogni
andati a male
sirene da cui ricominciare
cambia nel tempo
il tempo dell'attesa
e l'attesa degli attimi
l'infinito momento
detto "felicità"
venerdì, 16 ottobre 2009
Risuona una campana
muta che richiama
all'ordine
costituito.
Il dovere di prudere
è un dolore
una fitta a volte
un giramento di testa.
Scandisce la campana
le ore del fastidio
e gli attimi di oblio
nel volo s'intromettono
planando piano.
lunedì, 14 settembre 2009
Fra uno spazio e l'altro
giace la vita
e trascina mentre si trascina
a galla, a galli,
a falsi e veri gialli d'agosto.
Morte mia non ti conosco
né mai vorrei, se potessi
ma tu m'incanti e mi corteggi
giù fino a Samarcanda.
Resta vero qualcosa
e rimane infine
esclamativo
il punto.
domenica, 30 agosto 2009
C'è un prima e un dopo
dove tramonta il sole,
c'è sempre un'alba incerta
dietro la curva sicura ed assoluta
della Terra.
Rotola e non rivolta
l'intreccio dei destini
a volte avvolge
ma non muta
la mia coscienza
muta.
Amori clandestini.
martedì, 18 agosto 2009
Come quelle cose buttate alla rinfusa sul divano, come i miei pensieri che non vogliono più diventare anima, come foglie di rosmarino, verdi e poi secche.
Come i colori della musica, come il respiro del mare, come le infinite sfumature del cielo al tramonto.
Come una presenza naturale, come l'acqua che corre, come l'alito fresco di mille primavere, come la pioggia inutile, come un lampo e poi il buio.
Passare.
sabato, 15 agosto 2009
Il 15 agosto di tanti anni fà venni avvisato da una telefonata che l'avevano portata all'ospedale. Stavo mangiando, in cucina come al solito, con tutta la famiglia.
Mi vestii in fretta e mi misi in macchina, col caldo estivo (non avevo l'aria condizionata in macchina, allora) e guidai come un automa verso quel lontano ospedale.
Mi venne incontro Marcello, un cugino di mio padre, con una faccia che non lasciava dubbi, e mi disse subito: "Non ce l'ha fatta". Dietro di lui sua moglie, che sorreggeva mio padre, incredulo e scosso.
Rimasi impassibile per un po'. Andai a vederla: l'avevano sistemata su un tavolo di marmo. Era bianca come quel marmo. Nessuna espressione sul suo volto.
Dopo poco il piccolo corteo di auto si mosse verso il paese. Io rimasi da solo in quel percorso.
Piansi disperatamente la perdita della donna più importante della mia vita, quella che avevo amato e odiato più di ogni altra persona al mondo.
Ne conservo una piccola foto in bianco e nero, che la ritrae da giovane, alla finestra.
mercoledì, 29 luglio 2009
Scioglie il caldo
la pannacotta con le more
e gli occhi tuoi nel fondo:
io perdolatesta !
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